

L' impressione che ho avuto uscendo dall'albergo dopo il mio primo pernottamento in Porto è stata quella di aver sbagliato città. Mi ricordo che ovunque mi girassi mi sembrava di avere gia visto questo luogo. Poi, lentamente cominciò a farmisi più chiara l'immagine di quella sensazione e mi resi conto che guardando le strade e la gente di Porto il pensiero mi riportava in qualche modo Napoli.
Porto è infatti una città che come Napoli vanta un passato notevole, colmo di eventi e ricchezze ma
che nell'attualità lascia vedere un forte abbandono e precarietà. Le facciate dei palazzi storici sono scrostate, la percentuale delle persone di strada è molto elevata, la città è realmente sporca e generalmente trascurata. La mia reazione è stata quindi estremamente felice, visto che proprio in luoghi del genere è spesso possibile trovare situazioni colorite e dinamiche; e infatti sono molti i mercati di strada e in tanti angoli delle strade è possibile trovare musicisti o curiosi viandanti. Sotto il Ponte do infante, ad esempio, ogni Sabato si ritrovano decine di "mercatari" intenti a vendere la loro merce, dando vita al mercato do Vandoma. Il mercato è sparso su una salita ripidissima e faticosa, fatta di un pavimento in pietra quasi impratcabile su cui i venditori stendono i loro stracci consumati sepolti da merce di tutti i generi; tutti questi oggetti sono pluriusati, molti arrugginiti e, a giudicare dall'aspetto, c'è da dubitare del funzionamento di alcuni. L'atmosfera è però tipica di un mercato di strada; grida pubblicitarie, strattoni per accaparrarsi il cliente, menzogne sulla qualità del prodotto e prezzi variabili in base al guadagno della giornata. E poi il mercato del pesce di S. Sebastiao sotto la cattedrale della città (lascio immaginare il contrasto suggestivo), che a

sua volta finisce dove inizia la parte più antica e povera di Porto, che per finire giunge direttamente nella parte turistica lungo il fiume Douro delimitando il confine con Vila nova de Gaia. I motivi di interesse sono molti ma sicuramente di curiosità sociale più che turistica e proprio per questo Porto è una città da girare ricercando (e non saranno difficili da trovare) quegli elementi di stento e spassionata sopravvivenza che si incontrano anche in molte zone depresse delle nostre città.